Gli italiani con i bambini ci sanno fare. Forse perché sono tutti un po' bambini ma sono veramente bravi. Maria Montessori, Gianni Rodari, Mario Lodi, Albino Bernardini sono solo alcuni dei grandi pedagogisti italiani famosi nel mondo.
I bambini italiani hanno avuto fin dal 1908 una rivista tutta per loro, il leggendario Corriere dei Piccoli (GUARDA LA COPERTINA).
Reggio Emilia è modello di eccellenza nel mondo per l'educazione all'infanzia (VAI AL SITO).
In provincia di Reggio Emilia, a Correggio, un intero quartiere è stato pensato e disegnato dai bambini. Coriandoline è una vera e propria città fatta da e per i bambini (GUARDA IL VIDEO).
Tutto questo è ben noto nel mondo. E i reali d'Inghilterra hanno deciso di affidare il primogenito di William e Kate alle cure di una Mary Poppins italiana (LEGGI LA NOTIZIA - GUARDA IL VIDEO)
Sapete chi è? Come si chiama?
E voi? Avevate una tata? Com'era?
Quali ricordi avete della scuola della vostra infanzia?
Si sa, la cucina è uno dei fiori all’occhiello
dell’Italia, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Gli stranieri che
vengono nel Belpaese non possono andare via senza aver provato un buon piatto
di pasta o una pizza preparata a dovere. Molti italiani sono così attaccati
alle proprie tradizioni culinarie che, anche quando vanno all’estero, si
ostinano a cercare una trattoria “italiana”, con risultati quasi sempre
deludenti.
In Italia la gastronomia è molto
importante: le trasmissioni di cucina hanno un enorme successo (guarda
il video di “Cotto e mangiato”) e le sagre
regionali e locali attirano sempre tantissime persone, che vogliono
scoprire i sapori della loro terra e delle altre regioni.
Ma l’amore per la cucina si spinge
oltre: esistono infatti delle vere e proprie confraternite! Ci sono ad esempio la Confraternita del Baccalà alla vicentina (visita il loro sito), l’Ordinedel Cavalieri delRaviolo e
del Gavi (leggi
l’articolo) o ancora la Confraternita
del Culatello
Supremo (guarda il
video).
I membri di queste associazioni,
come dei moderni cavalieri, si battono per la protezione e la diffusione delle proprie
ricette tipiche; sono anche giudici: usano dei criteri severissimi per valutare
l’autenticità di un piatto o di un prodotto e non ammettono nessun
allontanamento dalla tradizione.
E tu, cosa ne pensi?
Ti piace la cucina? Sai cucinare?
Qual è il tuo piatto preferito? Perché?
Conosci confraternite di questo tipo
nel tuo Paese?
Il 25 aprile 1945, dopo più di cinque anni dall’inizio del conflitto e
quasi due di guerra civile, Milano e
Torino vengono finalmente liberate dall’occupazione nazifascista. Nei giorni
che seguono anche le altre città italiane sono liberate. È la fine della
guerra, del Fascismo e del Nazismo, la vittoria degli Alleati e della Resistenza (scopri chi erano i
partigiani) e la rinascita dell’Italia, che poco più di un anno dopo diventerà
una repubblica. Il 25 aprile è diventato un simbolo e ogni anno in questa data
si celebra la Festa della Liberazione.
Da nord a sud ci sono cortei e commemorazioni perché in ogni
parte d’Italia ci sono stati caduti (uomini e donne, giovani e anziani,
appartenenti a schieramenti politici diversi, ma tutti uniti contro l’occupazione)
il Presidente della Repubblica tiene un discorso (guarda quello del 2012 di
Giorgio Napolitano), si organizzano manifestazioni e concerti, come quello
di Torino (guarda il video),
dove la musica si sposa con le testimonianze e i ricordi di coloro che hanno
vissuto questa esperienza. È un momento per riaffermare dei valori importanti,
primi tra tutti la democrazia e la libertà. Valori che non ci dovremmo
ricordare solo il 25 aprile.
Nell’ultimo post abbiamo parlato di donne e di come per loro la
strada dell’uguaglianza sia ancora lunga. Ed ecco, una settimana fa proprio una
donna è stata eletta presidente della Camera
deiDeputati, una delle due
parti di cui si compone il Parlamento
italiano. Si chiama Laura Boldrini
ed è la terza donna a ricoprire questo ruolo.
Il suo curriculum: a venti anni parte per il Venezuela, dove
lavora in una finca. Da lì in poi molti viaggi, la laurea in Giurisprudenza, il
giornalismo (leggi
cosa scrive nel suo blog il giorno prima della sua elezione), il lavoro
all’ONU, prima alla FAO e poi come portavoce dell’altocommissariato per irifugiati,
e infine l’impegno politico.
Nel suo discorso di insediamento (guarda il video) ha
parlato soprattutto degli ultimi (i precari, i carcerati, le donne maltrattate,
i disoccupati) e della necessità di far tornare il Parlamento “la casa della
buona politica”. Ieri sera, nella sua prima intervista televisiva a Che tempo che fa (guarda
il video) ha sottolineato l’importanza di far ripartire il lavoro, ma ha anche
detto che l’economia non è l’unica emergenza, ci sono molte questioni sociali
da affrontare (lo sai che i figli degli immigrati, anche se nati in Italia, non
hanno diritto alla cittadinanza?). Vedremo se questi propositi saranno
rispettati.
E tu cosa ne pensi?
Ci sono
donne che ricoprono cariche importanti nel tuo paese? Che ammiri?
Se tu
fossi presidente, quali sarebbero le cose più urgenti da fare?
Chi, da bambin@, non ha mai fatto una collezione di figurine? E, normalmente, quelle figurine erano della marca Panini. Magari qualcuno continua a collezionarne ancora oggi, forse con la scusa della collezione dei figli...
La collezione più diffusa è quella dei calciatori ma ce ne sono di tutti i tipi, soprattutto legate ai successi televisivi dei programmi per bambini.
Scambiarsi le figurine è un bel gioco. In Italia i bambini ripetono l'ipnotica cantilena"celo celo celo celo..." interrotta dalla magica formula "MI MANCA!!!". È l'espressione che segnala la gioia per aver individuato una figurina che non si ha. Questa frase indica che ci mancano meno figurine per completare la nostra collezione.
A questo punto iniziano le contrattazioni. Il prezzo varia a seconda della rarità della figurina o per altri motivi che bambini e collezionisti conoscono benissimo. Oggi le cose stanno cambiando. I ragazzini esibiscono su internet i doppioni che vogliono scambiare e gli scambi avvengono per via telematica (GUARDA IL VIDEO).
Quest'anno la Panini festeggia i 50 anni della collezione dei calciatori e sono in programma diverse iniziative.
Visitate il sito per scoprire la storia delle figurine adesive e altre curiosità.
Avete mai fatto una collezione di figurine? Quale/quali?
I bellissimi fuochi o botti di Capodanno (GUARDA IL VIDEO) che rapiscono bambini e adulti tanto da farli stare col naso all'insù per diverso tempo dimenticando freddo, cibo, musica, giochi e aumentando la competitività tra vicini ("vince" chi spara il botto più forte), ogni anno è causa di morti e feriti in tutta italia. Il problema è dato dal fatto che in Italia qualcuno, preso all'euforia della festa, non si limita a sparare i botti legali che si possono comprare nelle tabaccherie ma utilizzano vere e proprie armi da fuoco cariche di proiettili che immancabilmente vanno a colpire vicini di casa o familiari. A niente sembrano valere le ordinanze dei sindaci delle maggiori province che promuovono sequestri e divieti di fuochi illegali e pericolosi nei giorni precedenti la notte di Capodanno.
E voi?
sparate i botti per la notte di Capodanno?
conoscete qualcuno che si fa prendere dall'euforia della festa e provoca qualche incidente?
Cari amici, siamo arrivati alla fine di quest'anno scolastico. Approfittiamo dell'occasione per ringraziare tutti quelli che ci hanno seguito e che ci hanno votato per arrivare al 58º posto del concorso "Top 100 Language Blogs 2010".
Grazie e arrivederci al prossimo anno.
Come ultimo post vi proponiamo il contributo del nostro amico Andrés del 1º Avanzado. Buona lettura e buona navigazione!!!
Qualche giorno fa ho visto finalmente “O quatrilho”. Questo film brasiliano del 1995 ha avuto abbastanza successo e è stato anche nominato all'Oscar come miglior film straniero. Nel film si dipinge un “quadrato amoroso”, ambientato nello scenario della colonia italiana trasferita nel primo terzo del novecento nello stato di Rio Grande do Sul, in Brasile. Il nome del film fa riferimento a un gioco di carte piuttosto popolare in Brasile, nel quale per vincere ogni giocatore deve tradire il suo compagno .
A parte l’interesse della storia in sè il fascino del film è nel quadro che si fa di quegli espatriati industriosi e intraprendenti che affrontano con ottimismo le vicende accadute nel nuovo mondo. Durante il film si può vedere come gli immigranti cercano di mantenere la propria identità culturale intorno soprattutto ai capi delle loro comunitá religiose. Questa identitá si manifesta attraverso la musica, i balli, i costumi e i cibi. D’altra parte risulta specialmente simpatico sentire il portoghese fortemente carico di prestiti italiani.
Ma forse è alla fine del film, insieme ai titoli di coda, dove si trova uno dei suoi maggiori contributi. Caetano Veloso interpreta una splendida versione di “Merica, Merica”, inno classico cantato dagli immigrati veneti alla fine dell'ottocento. Troverete nel link di You Tube questa versione che fa da sfondo musicale alla saga di una famiglia italiana trasferita al Brasile (GUARDA IL VIDEO).
"L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro".
Purtroppo, ultimamente, le fondamenta della Repubblica Italiana stanno traballando perché di lavoro ce n'è sempre meno.
Molti si rassegnano, molti altri cercano forme originali di protesta, visto che i tradizionali scioperi non producono effetti soddisfacenti.
I primi sono stati lo scorso mese di agosto gli operai dell'INSSE che sono saliti su una gru e ci sono rimasti per molti giorni fino a quando hanno ottenuto le garanzie che chiedevano (LEGGI L'ARTICOLO - GUARDA IL VIDEO1ª PARTE (inizia al minuto 2:50") - 2ª PARTE - 3ª PARTE - 4ª PARTE).
Da allora molti lavoratori sono saliti sulle gru, sui tetti, sulle torri come quelli dell'ISPRA (GUARDA IL VIDEO), i precari della scuola di Benevento, ecc.
Questi episodi, in Italia, sono ormai all'ordine del giorno. I giornali e gli altri mezzi di comunicazione ne danno notizia e la gente sembra essere sensibile. Radio Articolo 1 (ASCOLTA) una radio dedicata appunto ai problemi del lavoro e dà ampio spazio a queste rivendicazioni.
L'ultima forma originale di protesta è l'isola dei cassintegrati (VAI AL SITO), sull'idea format tv "L'isola dei famosi. Questi lavoratori si sono ritirati sull'isola deserta dell'Asinara, in Sardegna, per sensibilizzare le istituzioni e l'opinione pubblica sulla loro situazione precaria (VAI ALLA VIDEO GALLERY).
Come non parlare del Festival di Sanremo?Come ogni anno, ormai da 60 anni, alla fine di febbraio gli italiani, sempre numerosi sono coinvolti dalla gara canora e da tutti gli altri eventi che si generano intorno al Festival.Canzoni, polemiche, cantanti, ospiti, personaggi famosi, votazioni, vincitori, sconfitti entrano di prepotenza nella vita degli italiani, nei loro discorsi da bar, nelle notizie, sui giornali, alla radio, in televisione, su internet.Una vera e propria invasione che monopolizza l'Italia e ipnotizza (anche questa) gli italiani. Quest'anno ha vinto Valerio Scanu (chi lo conosce?) con la canzone "Per tutte le volte che" (ASCOLTA QUI o QUI). Il verso più famoso è quello che ha ispirato il titolo di questo post:
noi coperti sotto il mare a far l’amore in tutti i modi, in tutti i luoghi in tutti i laghi in tutto il mondo
è diventato un vero e proprio tormentone e anche il gruppo Elio e le storie tese ne ha fatto una singolare parodia (GUARDA)
Ascoltate le canzoni vincitrici e quelle in gara (quelle che volete, anche non tutte).
Forse all'estero non è conosciuto tanto come il carnevale di Venezia, ma a Viareggio si festeggia un famosissimo carnevale (almeno in Italia) che conta su una grande partecipazione popolare. Tutta la nazione viene coinvolta con la trasmissione in diretta dalle sfilate dei carri alla televisione nazionale. È un carnevale tipicamente italiano, nel senso che nasce per protestare contro una decisione politica e, fin dalla sua nascita, i carri allegorici rappresentano personaggi ed eventi della vita politica dell'ultimo anno interpretati in chiave satirica. Navigando sul sito ufficiale potete guardare le foto (VAI) dei carri di quest'anno e vedere i video(VAI).
L'Arte del Vivere con Lentezza nasce alla fine del 2005 da un gruppo di persone che immerse nella velocità e nella frenesia della vita di ogni giorno hanno iniziato a porsi delle domande sulla propria insoddisfazione per lo svolgersi di una esistenza in totale balia degli eventi esterni e quindi troppo spesso non aderente all'immaginario personale. Condividendo questi pensieri, si sono resi conto che il primo passo per migliorare la propria vita doveva essere quello di RALLENTARE. Perché non provarci anche noi?
Con queste parole si presentano i promotori del movimento "Vivere con lentezza" (www.vivereconlentezza.it). Partendo, dunque, da queste premesse hanno promosso diverse iniziative. La più importante è la Giornata Mondiale della Lentezza che quest'anno si celebrerà il 15 marzo in tutto il mondo. Tutti possono liberamente aderire con diverse iniziative.
Altre interessanti proposte sono "Leggevamo 4 libri al bar" (VAI) e "Libri lenti" (VAI) in cui si consigliano libri compatibili con la filosofia del Vivere con Lentezza. Sono presenti anche su YouTube con un canale proprio (guarda SLOW TV CHANNEL).
A dire il vero gli italiani nel mondo non sono mai stati famosi per la loro voglia di correre e di lavorare ma i tempi sono cambiati e oggi anche in Italia si respira aria di stress. Ma c'era già chi, come Enzo Del Re, molti anni fa si rendeva conto che l'Italia si avviava di corsa verso i frenetici sistemi produttivi dei paesi più sviluppati. Infatti è sua la canzone "Lavorare con lentezza" (ASCOLTA - LEGGI IL TESTO) che era stata scelta dalla leggendaria Radio Alice come sigla delle proprie trasmissioni e la cui storia è raccontata nel film omonimo del 2004 di Guido Chiesa (LEGGI LA SCHEDA).
E voi? Vi sentite stressati?
Perché?
Cosa fate per combattere lo stress?
Aspettiamo i vostri consigli. Saranno preziosi per tutta la comunità di lettori di questo blog.
Oggi più che mai, in Italia, qualcuno crede che sia urgente e importante domandarsi se le donne abbiano veramente raggiunto la parità con gli uomini. Indipendentemente dai discorsi femministi sembra scontato che il corpo delle donne, in tutti i tempi, sia sempre stato considerato come una risorsa economica.Prima come manodopera gratuita in casa e nei campi. Poi, con lo sviluppo della società industrializzata e con la crescita del settore terziario i modi sono cambiati ma la sostanza sembra essere sempre la stessa. Oggi, e non solo in Italia, con il corpo delle donne si fa pubblicità, si vendono prodotti, si crea consenso televisivo, si fa politica e anche l'arte ne fa il suo oggetto principale. Per non parlare delle forme di sfruttamento configurate come reati penali. Lorella Zanardo, su questo argomento, ha girato un interessantissimo documentario che riguarda l'immagine della donna nella televisione italiana e che si intitola, appunto, "Il corpo delle donne".Guardatelo e ditemi cosa ne pensate (GUARDA IL DOCUMENTARIO)
Credete che ci siano differenze tra la televisione italiana e quella di altre nazioni?
Quali credete che siano gli effetti di questa visione del corpo delle donne?
E le cause?
Come si potrebbe rimediare?
Cosa si dovrebbe fare?
ASPETTO NUMEROSI COMMENTI, SOPRATTUTTO DALLE NOSTRE LETTRICI.
Domenico Soriano è ricco e famoso: lo conoscono in tutta Napoli. Domenico Soriano è un puttaniere: la sua prediletta è Filumena Marturano. Domenico Soriano in fondo disprezza Filumena Marturano ma alla fine la sposa.
Ogni cultura si costruisce la propria identità in modi diversi. L'organizzazione degli spazi e dei tempi. Le istituzioni e le leggi che si dà. Gli oggetti, i suoni, i giochi, le musiche.
Questo autore ha raccolto in un libro, dal titolo "Italianità", questi "oggetti" e ne racconta la loro storia e come sono entrati a far parte della cultura degli italiani.
Ovviamente quest'operazione può essere fatta in tutte le culture. Per esempio anche se non sono spagnolo, credo che due oggetti fondamentali della spagnolità sono la "mesa camilla" e il richiamo dell'arrotino.
I lettori spagnoli di questo blog sicuramente ne conoscono altri.
Quali sono?
E in altri paesi?
Ci sono degli oggetti presenti nel libro che non conoscevate?
Siete mai stati a Napoli la notte di capodanno? Io ci sono nato, e pur assistendo ogni anno all'esplosione di fuoco, colore, rumore, ho sempre provato una sensazione - solo lì e solo allora - difficile da spiegare (se volete, su youtube potete vedere molti video per tentare di farvi un'idea - GUARDA QUESTO).
Il cenone, il conto alla rovescia, il brindisi, assistere allo spettacolo dei "fuochi" e, dopo, dire: "Quest'anno hanno sparato meno dell'anno scorso", tutto fa parte di un rituale sempre uguale e sempre emozionante legato a quella terra e a quella data. Ma, a quanto pare, per chi non è di Napoli, è sempre sorprendente assistere a questo spettacolo.
Lo spettacolo dei fuochi è la prova concreta che se un popolo è unanime le leggi se le può fare da sola e le rispetta.
In effetti in Italia è reato fare schiamazzi di notte dopo una certa ora, ma a Napoli, la notte di capodanno c'è un tacito accordo nel derogare questa norma di civile convivenza. Tutti, proprio tutti, credono normale che a quell'ora e per molte ore la città intera, con la periferia e la provincia, diventi un tripudio di rumori e di colori. Non ci sono denunce per disturbo della quiete pubblica ma, purtroppo, solo incidenti, a volte anche gravi (LEGGI LA NOTIZIA). Il giorno dopo tutto ritorna normale (se a Napoli questa parola ha un senso).
Nel terzo episodio del film "32 dicembre" il protagonista che, per problemi economici, non ha potuto prendere parte a questo delirio collettivo, implora al commissario che lo denuncia di considerare il suo reato come commesso in un altro ultimo dell'anno, il 32 dicembre appunto (LEGGI LA SCHEDA DEL FILM). GUARDA LE SCENE DEL FILM "I tre popoli fuochisti" "L'acquisto dei fuochi" "La mezzora"
Vi auguro dunque buon anno e vi ripeto la domanda:
Siete mai stati a Napoli la notte di Capodanno?
Ne avete sentito parlare?
Se ci siete stati, quali sono le sensazioni che avete provato?
Come si festeggia di solito il capodanno nelle vostre località?
Da buon napoletano, Luca Cupiello aveva un particolare culto per il presepe che calamitava tutta la sua attenzione mentre l'intera famiglia si sgretolava impietosamente davanti ai propri occhi.
Era il segnale che l'autore lanciava a una società che non si accorgeva dei cambiamenti sociali e culturali e di cui sembrava non aver preso coscienza.
Oggi, a distanza di tanti anni, le cose sono cambiate. O forse no. Fatto sta che i napoletani continuano a coltivare l'arte del presepe, come sempre a loro modo.
Vi invito, in questo post pre-natalizio, di farvi un giro per San Gregorio Armeno (CLICCA LA MAPPA- GUARDA IL VIDEO), la strada di Napoli piena di bancarelle e di artigiani che producono statuine per il presepe: i famosi pastori.
Ovviamente vi pongo la stessa domanda che Luca Cupiello rivolgeva a suo figlio: