Gli italiani con i bambini ci sanno fare. Forse perché sono tutti un po' bambini ma sono veramente bravi. Maria Montessori, Gianni Rodari, Mario Lodi, Albino Bernardini sono solo alcuni dei grandi pedagogisti italiani famosi nel mondo.
I bambini italiani hanno avuto fin dal 1908 una rivista tutta per loro, il leggendario Corriere dei Piccoli (GUARDA LA COPERTINA).
Reggio Emilia è modello di eccellenza nel mondo per l'educazione all'infanzia (VAI AL SITO).
In provincia di Reggio Emilia, a Correggio, un intero quartiere è stato pensato e disegnato dai bambini. Coriandoline è una vera e propria città fatta da e per i bambini (GUARDA IL VIDEO).
Tutto questo è ben noto nel mondo. E i reali d'Inghilterra hanno deciso di affidare il primogenito di William e Kate alle cure di una Mary Poppins italiana (LEGGI LA NOTIZIA - GUARDA IL VIDEO)
Sapete chi è? Come si chiama?
E voi? Avevate una tata? Com'era?
Quali ricordi avete della scuola della vostra infanzia?
L'8 marzo scorso, come ogni anno, abbiamo ricordato la festa della donna. Non sono mancati i discorsi e le celebrazioni (guarda il discorso del Presidente della Repubblica). Ovviamente, anche in Italia le donne sono ancora lontane dall'uguaglianza. Le donne che lavorano sono poche e nei posti di dirigenza sono pochissime. Ma perché? Le cause sono molte e vengono da molto lontano. L'analisi della toponomastica femminile che la ricercatrice Maria Pia Ercolini (guarda l'intervista) ha realizzato e pubblicato su internet (vai al sito) è un sintomo di come le donne sono considerate nella nostra società. Proprio l'otto marzo la trasmissione Otto e mezzo su La7 (guarda il video) ha pubblicizzato il sito e ha offerto alcuni dati. Lo sapevate che a Roma solo il 3,7% delle strade è intitolato a donne? E che a Madrid la strade con un nome di donna sono circa il 6,7%? E che sono soprattutto sante o madonne? E che a Ravenna hanno intitolato una strada alla Maestra Giacomina e un giardino alla Maestra Malvina?
E la strada dove abiti? Ha un nome di uomo o di donna?
Quale nome di donna proporresti per una strada o una piazza della tua città?
Cari amici, siamo arrivati alla fine di quest'anno scolastico. Approfittiamo dell'occasione per ringraziare tutti quelli che ci hanno seguito e che ci hanno votato per arrivare al 58º posto del concorso "Top 100 Language Blogs 2010".
Grazie e arrivederci al prossimo anno.
Come ultimo post vi proponiamo il contributo del nostro amico Andrés del 1º Avanzado. Buona lettura e buona navigazione!!!
Qualche giorno fa ho visto finalmente “O quatrilho”. Questo film brasiliano del 1995 ha avuto abbastanza successo e è stato anche nominato all'Oscar come miglior film straniero. Nel film si dipinge un “quadrato amoroso”, ambientato nello scenario della colonia italiana trasferita nel primo terzo del novecento nello stato di Rio Grande do Sul, in Brasile. Il nome del film fa riferimento a un gioco di carte piuttosto popolare in Brasile, nel quale per vincere ogni giocatore deve tradire il suo compagno .
A parte l’interesse della storia in sè il fascino del film è nel quadro che si fa di quegli espatriati industriosi e intraprendenti che affrontano con ottimismo le vicende accadute nel nuovo mondo. Durante il film si può vedere come gli immigranti cercano di mantenere la propria identità culturale intorno soprattutto ai capi delle loro comunitá religiose. Questa identitá si manifesta attraverso la musica, i balli, i costumi e i cibi. D’altra parte risulta specialmente simpatico sentire il portoghese fortemente carico di prestiti italiani.
Ma forse è alla fine del film, insieme ai titoli di coda, dove si trova uno dei suoi maggiori contributi. Caetano Veloso interpreta una splendida versione di “Merica, Merica”, inno classico cantato dagli immigrati veneti alla fine dell'ottocento. Troverete nel link di You Tube questa versione che fa da sfondo musicale alla saga di una famiglia italiana trasferita al Brasile (GUARDA IL VIDEO).
"L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro".
Purtroppo, ultimamente, le fondamenta della Repubblica Italiana stanno traballando perché di lavoro ce n'è sempre meno.
Molti si rassegnano, molti altri cercano forme originali di protesta, visto che i tradizionali scioperi non producono effetti soddisfacenti.
I primi sono stati lo scorso mese di agosto gli operai dell'INSSE che sono saliti su una gru e ci sono rimasti per molti giorni fino a quando hanno ottenuto le garanzie che chiedevano (LEGGI L'ARTICOLO - GUARDA IL VIDEO1ª PARTE (inizia al minuto 2:50") - 2ª PARTE - 3ª PARTE - 4ª PARTE).
Da allora molti lavoratori sono saliti sulle gru, sui tetti, sulle torri come quelli dell'ISPRA (GUARDA IL VIDEO), i precari della scuola di Benevento, ecc.
Questi episodi, in Italia, sono ormai all'ordine del giorno. I giornali e gli altri mezzi di comunicazione ne danno notizia e la gente sembra essere sensibile. Radio Articolo 1 (ASCOLTA) una radio dedicata appunto ai problemi del lavoro e dà ampio spazio a queste rivendicazioni.
L'ultima forma originale di protesta è l'isola dei cassintegrati (VAI AL SITO), sull'idea format tv "L'isola dei famosi. Questi lavoratori si sono ritirati sull'isola deserta dell'Asinara, in Sardegna, per sensibilizzare le istituzioni e l'opinione pubblica sulla loro situazione precaria (VAI ALLA VIDEO GALLERY).