Ma soprattutto...
- vi ricordate di un vostro maestro o maestra con particolare affetto?
- com'era/erano?
- perché ci eravate affezionati?
- cosa vi hanno insegnato?
- ricordate degli episodi particolari?
"L’anno scorso mi è stato chiesto dall’agenzia Studiainitalia di accompagnare un gruppo di studenti che sarebbero partiti per la Toscana. Ci avrebbe aspettato un pulmino a Firenze e da lì in viaggio, tutti insieme, giorno a giorno, gomito a gomito, un gruppo di sconosciuti animati dallo stesso obiettivo: conoscere posti nuovi, voglia di conversare con gli italiani-brava gente, approfondire la nostra lingua da loro studiata per anni in istituzioni e scuole private.
Ho accettato subito l’offerta.
Ero consapevole che sarebbero potuti sorgere dei problemi e che non sarebbe stato facile trovare un’intesa ideale. Ma l’esperienza aiuta! Sono professoressa e sono abituata a stare fra tanta gente. Perchè non provare?
Dall’arrivo all’aeroporto di Madrid dove ci scrutavamo tipo spie sovietiche alla ricerca del dettaglio che ci facesse pensare “Mamma mia, dove mi sono cacciata..” sino al ricevimento a Firenze da parte della nostra autista, sentivo che quei sette giorni si sarebbero rivelati come unici. Ma in che senso?
Adesso, a distanza di mesi, mentre scrivo con la serenità di chi è cresciuto grazie all’esperienza, posso affermare che condividere una colazione mentre si guarda la panoramica vallata del Mugello, passeggiare lungo l’Arno con un gelato in mano, degustare dell’ottimo vino all'ombra dei cipressi, cantare seguendo la voce del CD sul nostro potentissimo pulmino-grande fratello, perdersi nelle stradine di Siena, sentire la voce del vento dall’alto delle Torri di San Gimignano, rilassarsi nei borghi medievali caricati di storia e cenare in trattorie suggestive, insomma, dicevo, posso affermare che quei giorni scorrevano piacevolmente e di sette ne restavano solo tre o poi due e poi, ecco l’ultimo.
Nella casa rurale della proprietaria Gabriella, nel mezzo della campagna toscana, ogni sera ci aspettava la pentola sul fuoco e un sorriso sulle labbra. Fuori, il profumo dei fiori e il cielo stellato. Noi, dentro a chiacchierare, tanto, sempre in italiano.
Per me l’esperienza ha dato ottimi risultati linguistici. Loro, i viaggiatori sostengono che questa geniale formula per viaggiare è valsa una miniera d’oro!
Studiainitalia mi ha proposto nuovi itinerari, dalla Sicilia alle ville palladiane sul Brenta. Ci andrò.
Prometto di aver detto tutta la verità nient’altro che la verità. Marinella Pigozzi
www.italianosobreruedas.com"
E ora qualche domanda:
È di grande attualità in Italia il dibattito sulla giustizia e sulla legalità. "Oltre ai gesti, gli italiani usano a volte [...] la raffinata bugia per rendere la vita decorosa e piacevole. Lo scopo è quello di attenuare la turbolenza della vita quotidiana e di rendere l'esistenza più accettabile. [...] Ciò spiega perché a volte gli italiani facciano promesse che sanno di non poter mantenere. Le piccole bugie sono giustificate se sono fonte di piacere e di emozione o se servono a dimostrare qualcosa. Questo non vale soltanto per l'uomo d'affari che giura, con occhi pieni di sentimento, di consegnare la merce un certo giorno (e lo fa un mese dopo), ma anche per gli uomini di governo. I ministri promettono un appuntamento, lo confermano e lo riconfermano, ma quando arriva il giorno fissato trovano una scusa per eluderlo. L'atteggiamento disinvolto nei confronti delle proprie promesse fa parte dei comportamenti tollerati dagli italiani."Purtroppo la rete ha reso il mondo molto più globalizzato e ora molti politici di tutto il mondo dicono bugie come gli italiani e i politici italiani devono fare attenzione perché è molto più facile scoprirli su internet.
Martin J. Gannon, Global-Mente, Baldini Castoldi Dalai (1997), pagina 88.
